Chi Siamo

"Il bistrot è un'enclave nel nostro secolo. Una sorta di parentesi. Meglio, un punto esclamativo: tre caffè! Due piatti del giorno! Una costata! Risponde al nostro desiderio di irrazionale. Addomesticare il tempo (e le belle ragazze), snobbare le calorie, fare scarpetta con del buon pane: lasciare che la vita scorra fuori di qui con i suoi orari, i suoi grammi e i vestiti grigi."
- Francois Simon

Ad Orvieto il Bistrotters rappresenta la voce naturale e spontanea del bistrot. Dietro il suo "sorriso" ci sono qualità umane che iniziano dalla porta di ingresso e proseguono passando attraverso la fragranza del pane, l'intensità di un filetto, le qualità di un vino.
Il bistrot è un piccolo teatro, uno degli ultimi luoghi dove i clienti si mettono in gioco ed in scena, parlano con gli sconosciuti (al bancone, in strada mentre si fumano una sigaretta) per chiedere il sale o un'informazione. Fa da scenario ad una compagnia che non chiede altro che vivere, ridere, raccontare.

Il patron del Bistrotters, Emiliano, non si accontenta di "troneggiare" dietro il bancone (raramente c'è spazio per uno sgabello!). Egli è una specie di presentatore del circo, che si frappone fra l'artista (lo chef) e il pubblico (i clienti). Si muove da dietro al bancone fino a davanti, per poi scivolare fra i tavoli e la cucina.
Deve capire ad esempio quale tavolo richiede la sua presenza, o un suo cenno, chi vuole parlare con lui. Con questi clienti si attarderà, li servirà personalmente, sceglierà il loro vino. Il patron insomma è l'asse portante del bistrot. In fondo è per lui che si viene, per la sua prontezza di spirito, per la sua autorità, per trovare riparo sotto la sua ala. Il patron riassume in sé l'identità di un bistrot. La reputazione del locale passa attraverso di lui.
Basta soffermarsi un attimo sulla personalità del patron per intuire con precisione la trama della cucina.

Lo chef dovrà seguire la sua scia, mettere a disposizione il suo talento ma soprattutto non andare oltre. Altrimenti attenzione, il locale potrebbe finire male: diventare un ristorante, per esempio!